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C'è una notevole confusione al riguardo e i comportamenti non sono sempre i più appropriati. Proviamo a spiegare i meccanismi che stanno alla base di queste azioni in modo da applicare le più appropriate. Come concetto di fondo riteniamo che, laddove c'è una ragionevole certezza che lo stampatore gestisca correttamente il colore, è sempre meglio non convertire, in particolare le immagini RGB. Qualsiasi conversione verso la stampa non potrà che togliere possibilità cromatiche visto che anche il più grande degli spazi colori CMYK è sempre più piccolo di un RGB.
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Una referenza C piuttosto che l'omologa U di una mazzetta Solid Coated o Solid Uncoated non sono colori campione da potersi scegliere pensando di ottenerli in stampa, ma il risultato che si ottiene su una carta patinata (Coated in inglese, C abbreviato) o naturale (Uncoated in inglese, U abbreviato) con una certa miscelazione delle basi Pantone®. Se tentare di ottenere i valori colorimetrici L*a*b* di una referenza U su una carta patinata è in qualche modo possibile, il contrario lo è molto più raramente, almeno in stampa offset.
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Sono le due modalità di esacromia - stampa a 6 colori - che proponiamo con i nostri sistemi di stampa digitale HP Indigo. IndiChrome® è il metodo proprietario HP Indigo mentre Hexachrome è della Pantone®. Adempiono a due esigenze diverse: IndiChrome® aumenta il Gamut, cioé la capacità di ampliare la gamma cromatica, sia per le tinte calde (orange) che quelle fredde (violet), Hexachrome® per quelle calde (orange) e quelle riposanti (green).
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C'è un grande equivoco tra i grafici rispetto alle Palette Pantone® che, il più delle volte, vengono usate in modo improprio e sono fonte di errori subdoli e talora disastrosi in stampa. Soprattutto oggi che non gira più la carta, non si vedono più le cianografiche che riproducono esattamente il contenuto della bitmap che sarà stampata (a parte il colore), ma si fa tutto via Internet: invio dei file, visto si stampi da remoto con file non sempre controllati come si deve. Lungi da noi affermare che era meglio quando c'erano le ciano! Però quando c'è una innovazione non bisogna prendere il nuovo e comportarsi come col vecchio. Queste nuove potentissime tecnologie richiedono nuove competenze. Non sono tante, ma vanno conosciute.
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Il form presente in questa pagina era stato preparato come esempio Demo stampato sul nostro folder di lancio della TRILOGIA corGae: Colore, Dato variabile, Anticontraffazione. È organizzato per mostrare come è possibile, con uno stampato che contiene un QR Code, fare navigare un internauta sul proprio Sito. In pratica il nostro ipotetico Cliente ha creato uno stampato nel quale in una pagina clou stampa il QR Code col quale intende creare interattività. La tecnica qui usata è porre domande a mo' di tutorial organizzate in modo che, mentre spiegano una tecnologia, ne mostrano le principali caratteristiche e, se occorre, i limiti.
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Stampare in esacromia presuppone avere dei file adatti e sono tali quelli che contengono i 6 canali previsti dal progetto di stampa. corGae fornisce profili sia per Hexacrome® della Pantone® che per IndiChrome® di HP Indigo e li potete scaricare gratuitamente da qui. In questa pagina invece si spiega come realizzare una esacromia con Photoshop. Qui vogliamo solo rammentare che, mentre per Hexacrome® CMYKOG è necessario separare le immagini in Photoshop, per IndiChrome® CMYKOV si possono usare immagini RGB e saranno convertite automaticamente dal RIP.
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Proponiamo ben 8 famiglie, o modalità colore. Non trovate una proposta così ampia in stampa digitale in una solo azienda, tanto che è stata raccontata in un articolo a noi dedicato pubblicato sullo speciale Color Management di Italia Grafica. Ma, poiché qui siamo in un Blog tecnico, vediamo di cogliere gli aspetti salienti di questa proposta. È resa possibile da una antica e centrata scelta politico/commerciale di Indigo orientata a coprire, con la propria tecnologia, tutto il ventaglio di possibilità della stampa tradizionale. Cosa resa possibile dalla disponibilità di una vastissima gamma di inchiostri.
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Delta E 5 o quasi 6? Questa è una domanda che ancora molti si pongono semplicemente perché non conoscono la regola. Se il ΔEab, quello usato per i primari dei colori di stampa è dichiarato come valore massimo 5 (cioè a cifra intera) sarà in tolleranza fino al valore inferiore alla cifra che arrotondata va scritta con l'unità successiva che è 6. Quindi 5,5 è ancora in tolleranza. Non 5,51 in quanto arrotondato per mostrarlo all'unità fornirebbe il valore 6.

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