La carta su cui dar forma al progetto grafico è più di un semplice supporto e scegliere quella ‘giusta’ non è mai così scontato.
Per noi, ma anche per molti graphic designer, è lo strumento con cui esaltare i contenuti e le immagini che verranno impresse sulle diverse tecnologie di stampa.
Ogni carta ha le sue caratteristiche e qualità materiche che ne determinano il peso, la trasparenza, l’aspetto visito, la mano, lo spessore, il grado di opacità, l’effetto tattile e la durata nel tempo.
Esistono in commercio tantissimi tipi di carta – stessa famiglia ma cartiere diverse – per cui non possiamo affermare che esiste la carta perfetta per un catalogo rispetto a una pubblicazione editoriale o un biglietto da visita.
La cosa fondamentale è avere chiaro il risultato finale che si vuole raggiungere, gli obiettivi di comunicazione, il gusto personale e le emozioni da trasmettere al tatto e alla vista. E considerare alcuni fattori determinanti:
Ogni carta è in grado di trasmettere un messaggio in modo diverso.
Prendiamo ad esempio un biglietto da visita.
Se non ci sono particolari vincoli di immagine coordinata e di brand identity, le carte maggiormente usate sono non patinate (uso mano) oppure patinate (lucida/opaca).
D’altra parte, se l’azienda committente persegue politiche green e la comunicazione è in prospettiva eco-friendly, il ventaglio di alternative dovrà puntare su carte riciclate con percentuali di fibre di recupero oppure su carte ecologiche la cui fibra è composta di scarti di produzione agro-industriale, tessile, da piante annuali e linters di cotone.
Si deve stampare un libro?
In questo caso le soluzioni ottimali sono le carte uso mano dall’aspetto naturale e quelle avoriate poiché non stancano durante la lettura di pagine ricche di testo e povere di immagini.
In base alla grammatura possiamo distinguere alcuni tipi di carta, dalla più “leggera” alla più “pesante”. In particolare:
Questo raggruppamento soddisfa solo la prima fase di selezione poiché aiuta lo stampatore a valutare le alternative per i prodotti a foglio singolo su cartoncino rispetto a quelle dei prodotti caratterizzati da due parti rilegate (blocco libro e copertina).
Allora quale criterio bisogna usare?
È impensabile pensare di avere un elenco esaustivo di tutti i tipi di carte: troppe varianti, nonché le cartiere aggiornano i loro campionari ogni tre anni circa.
Possiamo, invece, dividere le carte in macro famiglie e soffermarci su quelle più apprezzate e utilizzate in stampa.
Le carte uso mano sono note nel settore tipografico come uncoated oppure offset perché non subiscono alcuna lavorazione di patinatura.

In generale sono carte naturali, più o meno ruvide al tatto secondo la porosità della superficie. Questa caratteristica aumenta l’assorbimento degli inchiostri che, d’altro canto, possono sembrare ‘spenti’ dopo il processo di stampa.
La qualità e l’opacità variano soprattutto in relazione alla percentuale di legno presente e dalla lunghezza delle fibre.
Possono avere diverse gradazioni di bianco come ad esempio la gamma Arena di Fedrigoni (Natural/White/ExtraWhite), Superfine Eggshell di Mohawk (White/Ultra White), X-Per di Fedrigoni (White/Premium White), Biancoflash di Favini (Natural/Premium), Dolce Vita di Favini (White/Ivory).
Oppure dal color avorio come Arena Ivory, Biancoflash Ivory, Aralda, Sahara.
La famiglia delle carte uso mano è molto versatile e si presta bene per stampe editoriali, libri, opuscoli informativi, manuali tecnici d’uso e manutenzione, carta intestata e block notes.
Le carte patinate – anche coated – sono ampiamente diffuse nel settore delle arti grafiche per la produzione di cataloghi, brochure, riviste illustrate, opuscoli pubblicitari, depliant pieghevoli, calendari e stampe fotografiche.
Il motivo principale è lo speciale trattamento di patinatura applicata in più strati su ogni lato del foglio, o solo su un lato nel caso dei cartoncini monopatinati (cast coated), che riduce la penetrazione dell’inchiostro e migliora la fedeltà nella riproduzione dei retini e nella definizione dei colori rispetto alla carta uso mano.
Ne derivano tratti puliti e nitidi, colori vibranti e fedeli al soggetto di partenza.
La patina è composta principalmente da carbonato di calcio, caolino e leganti (lattici); viene nebulizzata sulla superficie della carta rendendola più compatta, resistente e liscia al tatto.
La finitura della patina può essere:
Anche le carte patinate hanno un grado di bianco variabile grazie al quale enfatizzare la resa cromatica durante il processo di stampa.
Tra le tantissime opzioni suggeriamo le Symbol Freelife Satin/Gloss di Fedrigoni, Heaven 42 e Magno Volume di Sappi, Garda Matt di Cartiere del Garda, The Tube Chalk di Favini, Experia di Burgo.
I campi di applicazione sono innumerevoli: materiali di comunicazione ricchi di immagini a colori, illustrazioni, monografie, copertine, cartellini, listini, cartelline porta documenti, carte di imballaggio, biglietti da visita.
Piccola premessa: la carta è un prodotto naturale, biodegradabile, compostabile, riciclabile, rinnovabile e può essere re-immessa nel processo produttivo fino a sette volte.
Infatti la materia prima per produrre carta riciclata non è fornita dagli alberi ma dalla raccolta, lavorazione e riciclaggio dei prodotti di carta al termine del loro ciclo di prodotto. Oppure dagli avanzi dei tagli delle stesse cartiere (scarti).
Una prima grande distinzione è proprio in relazione al ciclo di vita delle fibre:
Ulteriore distinzione è data dalla percentuale di carta da macero presente – solitamente varia dal 30% al 100% – nonché dall’aspetto naturale tendente al grigio, bianco naturale, bianco extra oppure colorato.
Segnaliamo Shiro Echo di Favini nelle versioni White e Bright White, Freelife Cento e Oikos di Fedrigoni, Recyco di Cordenons, Lenza di Lenzingpapier, la linea Respecta di Burgo, EkoPrint e BalanceSilk di Papyrus, Recytal di Lecta.
A queste dobbiamo aggiungere alcuni modelli colorati e creativi come ad esempio Freelife Kendo e Woodstock Betulla di Fedrigoni, Freelife Merida, Keaykolour Camel di Arjowiggins, Conqueror CX22 100% recycled e Conqueror Laid di Arjowiggins, le nuove varianti Keaykolour Particles di Arjowiggins.
Ideali per la stampa di libri, cataloghi corporate, report annuali, bilanci di sostenibilità e istituzionali, opuscoli, pieghevoli, cartoline, inviti, biglietti da visita, packaging e per tutti i progetti di comunicazione eco-friendly.

Nel gruppo delle carte ecologiche comprendiamo le carte prodotte in un’ottica di economia circolare e sostenibilità ambientale, che sfruttano gli scarti da produzione alimentare, soprattutto vegetale; i residui della produzione tessile e pellame; le fibre provenienti da piante annuali come bambù, cotone e bagassa.
È la frontiera del riuso creativo e vanta supporti degni di nota per applicazioni che spaziano dai semplici biglietti da visita alle pubblicazioni di vario tipo, fino alle shopping bag e al packaging.
Ecco una ‘lista’ da memorizzare:

Infine la storica carta paglia.
“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” (cit. Antoine-Laurent de Lavoisier).
Sono le carte sofisticate per eccellenza, meravigliose al tatto e alla vista, le cui trame superficiali (texture) sono capaci di riprodurre la tela di un quadro, l’effetto buccia d’arancia, i classici disegni lineari, le incisioni sottili di battute irregolari, le linee increspate e parallele a distanza uniforme (filigranature), nonché le più svariate decorazioni a rilievo.
Le carte textured servono a comunicare un’esperienza estetica dove la carta scelta diventa protagonista e parte integrante del progetto grafico.
Per questo motivo meglio preferire linee pulite, poche immagini e fondi non eccessivamente pieni così da esaltare la struttura impressa sulla superficie e la relativa matericità.
Il criterio di scelta più frequente è il tipo di finitura da cui derivano quattro grandi gruppi:
Le opzioni di ogni gruppo sono davvero tante, basti pensare a nomi come Tintoretto, Acquerello, Nettuno, Old Mill, Constellation Snow e Corolla Book di Fedrigoni; Twill e Prisma di Favini; Chagall, Dalì, Modigliani e Kingdom Laid di Cordenons; Chamois Texture, Vergé Beige e White Linen embossed di Gmund; le carte marcate Rives, Conqueror Contour e Conqueror Laid di Arjowiggins.
Le carte textured sono particolarmente adatte per copertine di libri e cataloghi, sovracoperte, rivestimenti di copertine cartonate, packaging, espositori, astucci, menù, cartellini, biglietti augurali, partecipazioni, biglietti da visita e inviti.
La carte speciali e colorate hanno un look così particolare da arricchire il progetto grafico e ispirare brand, designer e creativi.
Sono carte ad alto contenuto estetico, come per quelle strutturate (textured), dal forte impatto comunicativo e dalle evidenti proprietà creative.
Fanno parte di questo gruppo le colorate in massa, le iridescenti, le metallizzate, ad effetto nuvolato, le semi-trasparenti o traslucide, quelle che combinano fibre sintetiche e cellulosa (impregnate), canvas, il poliestere e il polietilene opaco, il ‘tessuto non tessuto’ come ad esempio Tyvek®.
Ricordiamo le linee Sirio Color e Sirio Pearl di Fedrigoni; Burano e Majestic di Favini; Stardream, Leatherlike e Malmero di Cordenons; la gamma Keaykolour e quella Curious di Arjowiggins nelle varianti Metallics/Matter/Alchemy; i cartoncini Pop’Set; GSK di Fedrigoni, Colors Contact di Gmund, Cromatico CA di Thibierge & Comar; Marina Conchiglia di Fedrigoni e Parchment Natural di Arjowiggins; Invercote Metalprint di Iggesund; Tyvek® di Dupont; Polyart di Arjobex; Synaps di Agfa.
Donano unicità alla comunicazione e devono essere scelte con sapienza per progettare copertine, opuscoli lucenti, inserti raffinati, pieghevoli, calendari, packaging moderni e contemporanei, inviti esclusivi, biglietti da visita deluxe, cartelline e tantissimi altri materiali.
Le carte e i film autoadesivi sono parte importante del design della confezione – veri e propri strumenti di comunicazione – utili a etichettare un prodotto e riconoscere facilmente cosa contiene.
Sul fronte di quasi tutti i contenitori di vetro e plastica vediamo un’etichetta stampata su carta adesiva o su film in poliestere/polietilene, che risponde a specifiche esigenze.
Tra gli usi più frequenti troviamo:
Il frontale di questi supporti ‘speciali’ può essere in carta, uso mano o textured; con finitura opaca o lucida; con retro coprente; in poliestere bianco opaco, lucido, trasparente, argento; in polietilene teslin antistrappo; in vinile.
Removibili, permanenti o super tack.
Fanno parte di questo gruppo la gamma di carte e pellicole adesive ADHOC di Fedrigoni; la collezione Fasson® di Avery Dennison; Poly Matt White di UPM Raflatac; le alternative di versatili RitRama.
Insomma, come anticipato nelle prime battute, stilare un elenco esaustivo di tutti i tipi di carta è impensabile poiché le cartiere aggiornano i loro campionari, variano i colori in base ai trend ed eliminano i modelli datati o poco venduti.
Il consiglio finale è quello di confrontarsi con i nostri tecnici per ogni singolo progetto, soprattutto per quelli in stampa digitale.