Ne abbiamo già parlato in questa pagina, ma in quella occasione abbiamo accennato solo fuggevolmente alle domande che la Creative Suite/Cloud pone all'apertura dei file se i profili colore della postazione di lavoro non coincidono con quelli del documento. Vale quindi la pena soffermarsi su queste domande dopo aver spiegato perché si generano in quel modo.
Poiché la CC di Adobe è molto ampia descriveremo quello che succede per InDesign. Gli altri software o si comportano allo stesso modo o, se non proprio coì, certamente con la stessa logica.
Dobbiamo innanzitutto impostare correttamente i Parametri e per farlo analizziamo come sono le nostre impostazioni colore.

Si noterà che ne abbiamo due, per due attività molto diverse rispetto all'approccio colore: la prestampa e la fotolito/creatività. In prestampa dobbiamo sostanzialmente lavorare su documenti altrui e dobbiamo fare in modo:
In creatività lavoriamo su un documento nuovo e quindi sappiamo esattamente che cosa ci mettiamo dentro. In questa ottica gli spazi di lavoro non avrebbero neppure senso in quanto descrivono ciò che all'interno del nostro file non ha profilo colore dichiarato. Li lasciamo, sia perché non ne possiamo fare a meno e sia perché se vogliamo caricare delle immagini senza profilo possiamo farlo se quelle immagini hanno il profilo dichiarato nel default. Se pensiamo che il profilo colore PSO Coated v3 pesa 2.144 KB, se stiamo lavorando a un libro e abbiamo 100 immagini stiamo ragionando su 214.400 KB, cioè 209,38 MB per una informazione ridondante, quindi inutile. Diverso è il peso dei profili RGB, ma limitatamente a sRGB e Adobe RGB 1998 che pesano rispettivamente 4 e 1 KB in quanto realizzati unicamente con "una formula" perché eciRGB v2, per contro, pesa 700 KB e quindi può avere senso risparmiare 68 MB sempre per l'ipotetico volume di 100 immagini di cui all'esempio precedente.
I profili lì indicati hanno un altro grande ruolo in quanto sono quelli che definiscono la gestione colore di un nuovo documento, all'interno del quale possono essere caricate immagini con o senza profilo. Cosa succederà loro in gestione colore dipende da come sono state impostate le opzioni e dalle risposte che vengono date alle domande (se richiesto) di InDesign.
Le possibili combinazioni sono tante e rischiamo di perderci. Limitiamoci allora alle impostazioni colore di default di Adobe più vicine a noi con le relative informazioni esplicative confrontate con due delle nostre di uso corrente. Chi avrà la pazienza di seguirci avrà una consapevolezza certa di ciò che sta facendo.

Sincronizzazione: in 3 delle quattro finestre mostrate c'è il simbolino di sinistra, in una (e sempre solo 1 sulla stessa macchina) c'è il simbolino di destra che, se presente, sta ad indicare che il programma è sincronizzato con Bridge, e che tutti gli altri programmi della Creative Suite/Cloud, in presenza di questo stesso simbolino, lavorano allo stesso modo in gestione colore. Diversamente ... può succedere di tutto.
Spazio di lavoro RGB: qui viene fatta la prima discriminazione professionale. Dove troviamo Adobe RGB 1988 si presume che il profilo sia stato messo da un professionista, probabilmente fotografo, che ha lavorato (o intende lavorare) le immagini in quello spazio e quindi il profilo non è li per caso. Dove troviamo sRGB è perché si presume che l'immagine sia stata scaricata da Internet senza nessuna pretesa (o competenza) di colorimetria e lì le immagini sono principalmente sRGB. In corGae creatività troviamo eciRGB v2: il motivo è legato al fatto che questo è l'unico profilo RGB che copre completamente il Gamut della stampa offset o digitale professionale come spiegato in questa pagina per la quadricromia e in questa per l'esacromia.
Spazio di lavoro CMYK: Adobe sostiene, nelle informazioni, che sta utilizzando il profilo ICC CMYK aggiornato per la stampa offset su carta patinata (FOGRA39). Non è più vero dalla ISO 12647-2:2013 (sette anni fa mentre scriviamo), ma è vero che resta il più diffuso. Probabilmente proprio perché Adobe non è passata a FOGRA51. Noi tentiamo di spingere FOGRA51, ma anche noi abbiamo e usiamo corGae_prestampa_v1 che lavora con FOGRA39.
Criteri di gestione del colore: questo è uno dei punti più delicati ed è bene soffermarsi un attimo per cercare di capire anche perché la scelta qui fatta avrà reali ripercussioni su ciò che succede dopo, rispondendo alle possibili domande del programma.

Queste immagini realizzate da Candela nel 1996-1998 mostrano bene cosa succede in una conversione per i pixel che stanno fuori dal gamut nei diversi intenti di rendering che, da sinistra sono: Colorimetrico Relativo o Assoluto (cambia il punto bianco), Percettivo e Saturazione.
E finalmente siamo giunti all'argomento principale di questa pagina. Perché la Creative Suite/Cloud fa quelle domande e cosa bisogna rispondere.
Intanto va detto che chi imposta il software con Usa generico Europa 3, non sarà mai disturbato in quanto le caselle che producono le domande non sono spuntate. Va altresì detto che il risultato cromatico del lavoro sarà un terno al Lotto e che, cambiando stampatore, c'è la quasi certezza che il risultato sarà diverso, unicamente per il contenuto del file.
Chi usa Prestampa Europa 3 sarà invece quasi sicuramente tempestato di domande in quanto le caselle che producono le domande sono tutte spuntate. Vediamo quali possono uscire e come si deve rispondere. Per esercizio apriamo su una macchina impostata con Prestampa Europa 3 un documento di InDesign generato con corGae_creatività_p2 che differisce sia per il defaul delle immagini RGB che CMYK.

La prima domanda riguarda le immagini RGB e propone due risposte principali di cui noi suggeriamo di lasciare sempre la prima perché è l'unica che consente alla gestione colore (naturalmente se c'é) di comportarsi come si deve. Successivamente a questa viene posta la stessa domanda per le immagini CMYK. La logica è la medesima.
L'altra risposta corretta, soprattutto se quel documento dovrà essere ulteriormente lavorato nell'impianto con le Impostazioni colore Prestampa Europa 3 regolando il documento per quell'ambiente di lavoro. In questo caso si possono mantenere le assegnazioni esistenti o attivare i profili. NON Disattivare i profili perché il risultato sarebbe il solito di fare lavorare i numeri, per cui nel caso delle nostre immagini test RGB e CMYK a profili invertiti il risultato sarebbe il solito...
Chi usa le Impostazioni corGae sarà sollecitato all'apertura solo in creatività e ciò perché vogliamo sapere con quale materiale stiamo lavorando. Se invece lavoriamo in prestampa non ci sarà chiesto nulla all'apertura, anche in presenza di condizioni diverse perché il flusso, che onora rigorosamente tutti i profili colore, è in grado di fare tutto ciò che serve in ogni circostanza. Per le altre domande che il sistema pone vale ciò che abbiamo visto prima.

Queste immagini sono state messe a confronto perché sono il risultato "normale" di una risposta data correttamente, o meno, all'apertura del file o del documento che le contiene. Si tratta di due immagini Adobe RGB 1998 alle quali, per un motivo o per l'altro è stato assegnato il profilo sRGB (più cupa) o Pro Photo RGB (eccessivamente satura e luminosa).
Abituati al fatto che all'apertura di un file InDesign, Adobe Illustrator, Photoshop ... hanno sempre qualcosa da chiedere è quasi normale che creando un nuovo documento non si faccia attenzione al fatto che è normale che il software non chieda nulla, in quanto sa già lui cosa deve fare.
Prendiamo l'impostazione colore corGae_creatività_p2, quella che usiamo per i documenti creati da noi e facciamoci aiutare dalle immagini test a canali invertiti.

Se importiamo una immagine RGB e ci facciamo mostrare l'anteprima la vediamo con i colori rappresentati dai numeri (nel caso dell'immagine dell'esempio la vediamo blu), ma non appena viene messa in pagina assume la colorazione attesa in quanto l'impostazione per gli RGB è: Mantieni profili incorporati. Se invece importiamo una immagine CMYK la vediamo in anteprima rovesciata e così resterà in pagina perché l'impostazione è Mantieni valori numerici (ignora profili collegati). Quindi occorre fare molta attenzione perché se per queste immagini test il comportamento e la cromia sono evidenti, non lo è altrettanto per le immagini normali per cui un bel colore rosso di un logo può tirare al marron o un verde brillante diventare un verde muschio snaturando, per esempio, una Brand identity.

Tutto normale? Purtroppo si!
Ma perché, ci viene da chiedere, se la CC ci tedia continuamente ad ogni apertura file, non ci segnala questa circostanza? Semplicemente perché i messaggi sono legati al documento e non alle singole immagini che, sulla base delle impostazioni scelte, vivono ciascuna una propria vita che può essere totalmente indipendente dalle altre (e che arriverà in queste condizioni nel PDF).